Borgate

 

Olivetta San Michele ha antichissima origine ed è composta da numerose borgate e frazioni; con la fine del secondo conflitto mondiale ha perduto Piena e Libri, ora in territorio francese.

Le borgate di Bossarè, Ciantri, Cartule, Torre, Cabana e Pilun si affacciano e sono in stretta relazione con il torrente Bevera, affluente di destra del fiume Roya.

Quelle più antiche (Bossarè, Ciantri, Cartule, Torre e Cabana) sono costruite in forma arroccata a guardia delle strade che risalivano il torrente e sono completamente circondate dalla natura incontaminata, che regna sovrana con le sue leggi immutabili e la ciclicità delle stagioni.

Quella più recente (Pilun) deriva la sua denominazione dal latino “Pila”, con suffisso diminuitivo -ONE > Pirun, “edicola” votiva dedicata a Sant'Antonio. Lungo la strada che conduce ai ruderi del Castello di Piena vi era infatti un pilone indicatore, con una statuetta di Sant’Antonio. La statuetta divenne dapprima una cappella e dipoi, nel 1885, l’attuale chiesa parrocchiale di Sant’Antonio. Pilun è anche sede del Palazzo Comunale e delle Poste.

Nella borgata di Torre sono presenti numerosi mulini, più o meno conservati, che venivano azionati ad acqua, nonché una cappella dedicata alla Santissima Trinità, oggi diruta.

Bussarè deve probabilmente il nome al bosso (“boxus semprevivus”) e l’origine ai forestieri che vi trovarono rifugio senza dovere pagare le “franchigie” previste negli statuti comunali. A Bussaré si trova una cappella dedicata alla Madonna della concezione, recentemente restaurata.

Il nome Olivetta deriva da “Oliveta” e fu dato dalla popolazione per via degli ulivi piantati ad abbellimento del paese, come si evince chiaramente da un atto di matrimonio del 1701 (“..in sacelo rurali S. Antoni, ubi vulgus dicitur Oliveta”). Olivetta identifica il complesso delle abitazioni nei pressi del torrente Bevera (Bossarè, Ciantri, Cartule, Torre, Cabana e Pilun) e si raggiunge tramite la Provinciale 73, che di diparte dalla Statale 20 per il Colle di Tenda. Il percorso permette di ammirare rigogliosi ulivi, fieri pini a perdita d'occhio, cespugli di erica alle pendici delle montagne e qualche maestosa quercia. Il percorso sale rapidamente ed i tornanti si fanno ripidi sino ad “Olivetta”, primo paese italiano della Val Roja. Proseguendo sulla provinciale si incontra un piccolo valico doganale, superato il quale è possibile percorrere una strada panoramica che giunge sino a Piena, Sospel, Breil, Mentone e Nizza.

Le borgate di Bossarè, Ciantri, Cartule, Torre e Cabana sono collegate tra loro da una strada comunale che corre lungo una stupenda piana, coltivata ad ulivi, che costeggia il torrente Bevera.

San Michele” è situata lungo la statale 20. Ivi, dal 1914, si trova l’omonima stazione ferroviaria e, fino al 1947, avevano sede gli uffici doganali. Nella frazione è situata una cappella dedicata a San Agostino. La frazione comprende anche il minuscolo gruppetto di case detto Giauma”, sempre sulla statale 20 (nei pressi della centrale elettrica). Giauma prende il nome, come la località in cui si trova, dal monte che si dice ricordi l’olimpo dominato da “Giove”.

La frazione di Fanghetto, infine, si raggiunge tramite un’apposita deviazione che si diparte dalla Statale 20 (superati sia San Michele sia il bivio che porta ad Olivetta, con direzione Ventimiglia-Torino). Fu sede della dogana dal 1947 all’unificazione europea. Il nucleo di Fanghetto costituisce un luogo interessante dal punto di vista architettonico: presenta tutte le caratteristiche di un piccolo borgo rurale valorizzato dai numerosi restauri fatti dagli stranieri, in particolare olandesi e dalla locale associazione degli amici della musica. Meritano una visita il ponte romano e la chiesa della Madonna e dell’Angelo Custode e la vicina cappella.

In questi luoghi si parla l’Occitano e la vita contadina condiziona ancora le giornate. Gran parte delle denominazioni dei luoghi deriva proprio dal fatto che ivi erano presenti certi tipi di albero o altre particolarità naturali o vi si facevano certe coltivazioni (“Ginestrea”, “Arbousset”, “Migranè”, “Rivoira”).

Olivetta San Michele è punto di partenza di numerose escursioni e custodisce le chiavi del rifugio “Patrick Gambino” a Passo Tritore, in località Gerri (mt. 1.010 s.l.m.), al di sotto dello splendido e panoramico Monte Grammondo (mt. 1375 s.l.m.).