Mulini

 

Anticamente i mulini ad Olivetta erano cinque: "d'Olivetta, il sottano", detto anche "di Ciantri" e "d'Olivetta, il soprano", detto anche "di Torre" (azionati con l'acqua del torrente Bevera), "di Ravai" e "di Fanghetto" (azionati con l'acqua del fiume Roia) e "di Rio" (azionato con l'acqua dell'omonimo vallone). Il mulino "di Ciantri" è già menzionato in un documento del 1589, concernente la parrocchia

penasca e nei bandi campestri del 1611, ma esisteva da tempo. Il mulino "di Torre" è stato costruito verso la fine del 1679, poiché nell'anno seguente le autorità do Sospello andarono a verificare donde si prendeva l'acqua per animarlo. La comunità dava in affitto i mulini e ne ricavava redditi importanti, avendo la privativa sia su quelli ad acqua (stante l'alta signoria dei corsi d'acqua scorrenti nel suo territorio) sia su quelli mossi da animali (poiché i mulini era una sua "bannalità"). I mulini, quindi, non potevano essere costruiti da privati, ne potevano essere utilizzati da terzi senza autorizzazione. Durante la dominazione napoleonica le "bannalità" furono abolite e, nel "regno sardo", fiumi e torrenti divennero del "regio demanio". Si aprì così la strada ai mulini privati; ne sorsero a "Cabana" (di "Carli d'Agustin"), a "San Michele", a "Torre" ("dei Paladini", "dei Camillotti"), a "Bossarè" (in località "cianasso"), a

"Fanghetto", a "Libri" etc. Ben presto i mulini divennero troppi e il Comune, dall'affitto di quelli di sua proprietà, non ricavava

neppure il necessario per la manutenzione. Nel 1870 fu perciò venduto quello di Ravai (ora in territorio francese, ai piedi di "Libri") e nel 1879 tutti gli altri. Nel 1878 la "compagnia des eaux pour la ville de Menton" ottenne l'utilizzo dell'acqua e dei mulini di Olivetta e Fanghetto, ceduti per la considerevole somma di 50.000 lire. La società si sciolse subito dopo. Nel 1925 Olivetta ottiene la luce elettrica tramite la presa d'acqua del mulino di Carlo Agostino Limon. In tal modo, nel 1936, vennero illuminate tutte le borgate del capoluogo, ad eccezione di "Ciantri" e "Bossarè". I resti dei mulini si trovano per lo più nella borgata di "Torre"; alcuni di essi sono stati trasformati in abitazioni.