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Le odierne borgate e frazioni di Olivetta San Michele ("Bossarè",
"Ciantri", "Cartule", "Torre", "Cabana", "Pilun", "Giauma", "Fanghetto" e
"San Michele"), insieme a quelle andate perdute ("Piena" e "Libri", che divennero francesi alla fine del
secondo conflitto mondiale) formavano la celebre comunità di "Penna". Le vicende di "Penna" si intrecciarono con la vicina Ventimiglia e le signorie di Mentone, Dolceaqua e Monaco (avendola tenuta in custodia rispettivamente i Vento, i Doria ed i Grimaldi). Il legame più profondo intercorse con Genova, della quale "Penna" fu per secoli suddita fedele e frattanto ricevette scorte, milizie, favori ed autonomia. "Ognun di voi - diceva Giambattista Chiavari ai Penaschi riuniti nel Parlamento Generale del 23 ottobre 1605 - deve essere ben certo e sicuro di quanto paternamente siete fra tutti gli altri sudditi dal Serenissimo Senato amati, e di quali e di quante esenzioni siete stati, in diversi tempi, da detto Serenissimo Senato compiaciuti". "Penna", con il suo castello inespugnabile, dominava la Val Roja ed era luogo importantissimo della Riviera Ligure di Ponente. Fu contesa soprattutto per l'importanza militare.
Il Giustiniani, che nel 1537 scrisse i Castigatissimi
annali della Repubblica di Genova, così la descrisse: "Discendendo per
la vai di Rotta e passato il fiume rimane da ponente la villa
Famose furono le gesta di un capitano di milizia, il Gastaldo, che riuscì a sventare numerosi attacchi inferti alla fortezza nel 1672, pur in inferiorità di uomini e di mezzi. Gli storici sono concordi nel tesserne gli elogi e nel cantare le doti dei Penaschi, che avevano deciso di morire piuttosto che arrendersi e persino stabilito che il primo di essi che avesse parlato di resa sarebbe stato ucciso dagli altri. Il Varese parla di "Prodi veramente fedeli"; il Marana dichiara: "E’ luogo la Penna che per tre assedi bravamente sostenuti e per la nobile fede de ' Penaschi, merita non solo che sia di loro fatta particolare memoria, ma di essere raccomandata la loro virtù a più eccellente scrittore, onde sarei troppo ingiusto se togliessi a tanto merito quello che io non vi posso aggiungere anche con la lode più officiosa”; il tenente colonnello Salvi declama: "Eroico borgo!". L'importanza di "Penna" crebbe oltremodo quando divenne il confine tra i territori della Repubblica di Genova e quelli dei Savoia. Controllava infatti la via di transito dei carichi di sale tra Nizza ed il Piemonte.
Salvo quando ha fatto parte dell'Impero napoleonico
(1805-1814) e del regno sardo (1814-1860) la comunità è sempre stata alla
frontiera: dalla sua costituzione al 1388 ha confinato con la Provenza
(contea di Nizza e terre aggregate), dal 1388 al 1792 con lo Stato, dei
Savoia (ancora Contea di Nizza e terre aggregate), dal 1792 al 1805 con la
Francia, con la quale nuovamente confina da più lati dal 1860. Facevano
corona e gravitavano intorno alla comunità i piccoli villaggi di Airole e Nella sua storia ultramillenaria "Penna" ha sperimentato ogni sorta di dominazione: feudale, repubblicana e monarchica, di conti, marchesi e duchi, vescovi ed arcivescovi, rè ed imperatori e persino di un istituto di credito, il Banco di San Giorgio. Genova aveva infatti l'usanza di cedere al Banco alcuni dei suoi possedimenti per timore di perderli definitivamente nel susseguirsi di guerre e dominazioni. In così lungo tempo la Comunità ha cambiato due volte il nome (da "Penna" a "Piena" nel 1862 e da "Piena" a "Olivetta San Michele" nel 1890), spostato quattro volte il municipio (da "Piena" a "San Michele" nel 1890, da "San Michele" ad "Olivetta" nel 1918, da "Olivetta" a "San Michele" nel 1923 e definitivamente da "San Michele" ad "Olivetta" nel 1959), resistito ai contrasti tra una borgata e l'altra (soprattutto tra "Olivetta", "Piena" e "Libri") ed ottenuto rettifiche al trattato di Pace del 1947 (spostamento del confine verso Piena, conservazione dei diritti alla presa d'acqua dal Bevera ed alla captazione delle sorgenti del rio Audin, pur se ricaduti in territorio francese ed assegnazione del 56% della proprietà del bosco di colle Paola, anch'esso collocato in Francia). ● Tavola storica della Comunità ●
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